IL CINEMA ITALIANO SBANCA IL BOTTEGHINO (ITALIANO)

Posted on 5 febbraio 2011. Filed under: spettacoli | Tag:, , , , , , , , , |

Il fenomeno è cresciuto nel tempo, ma negli ultimi due anni (2010 e quello in corso) ha assunto e sta assumendo proporzioni veramente macroscopiche, e tutti ne parlano. E’ vero, i film di produzione italiana stanno tornando ad incassare moltissimo, ma è tutto oro quello che luccica? In base a quello che ho letto qua e là, vediamo di fare un po’ di analisi.

Innanzitutto possiamo osservare che il tipo di film che ha successo è quello comico. Non c’è un giallo, un horror o un poliziesco italiano che possa vantare un qualche successo (al punto che dubito che siano prodotti). Unica eccezione potrebbe essere il film su Vallanzasca di Michele Placido, che però è lontanissimo dai primi della classifica: Qualunquemente, Immaturi, e soprattutto Che bella giornata. Pur non trattandosi di capolavori, neanche lontanamente paragonabili al grande cinema italiano di una volta, sono comunque oltre una spanna superiori ai parti della famigerata cricca Vanzina: gli amanti dell’estetica "scoregge-rutti-volgarità varie" si troveranno spaesati. Siamo insomma sulla scia (più o meno) di Pieraccioni: si fa ridere, ma si rifugge dalla banalità vanziniana. E questa è la notizia buona.

La notizia cattiva è che non siamo di fronte, purtroppo, ad un cinema di qualità, ma all’ennesima variante della commedia all’italiana: ci prendiamo amabilmente in giro, e ridiamo di noi stessi. Ciò comporta che questi film non abbiano alcun respiro internazionale e nessun mercato all’infuori degli angusti confini nazionali. L’umorismo in queste pellicole è dato dalla sfumatura dialettale, dalla contrapposizione socioeconomica nord/sud, e via discorrendo: nulla che possa interessare lo spettatore europeo e/o internazionale. E’, insomma, un cinema provinciale così come provinciale è il nostro paese, destinato ad un pubblico provinciale (e dai gusti non particolarmente raffinati).

Fatti i doverosi distinguo, rimane una realtà: la fetta degli incassi dei film italiani, nelle nostre sale, è ben superiore al 50% del totale (siamo oltre il 60%) e la sua crescita è superiore al trend del mercato. Chissà che tra tanti prodotti appena sufficienti, non fiorisca qualche nuovo talento (ci sono rimasti solo Tornatore, Bertolucci e, parecchio più indietro, Salvatores).

Il resto se lo pappano i film americani. Quella americana è in effetti l’unica produzione (anche se spesso di basso profilo artistico) pensata sin dall’inizio per essere internazionale, distribuita e venduta in tutti i mercati possibili immaginabili. E ciò non accade solo in Italia: dappertutto c’è una produziona nazionale che non varca la soglia di casa. Di nuovo, in Italia, c’è il fatto incontestabile che la produzione italiana piace al pubblico, e incassa una montagna di soldi.

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