UN MAC IN CASA (RECENSIONE iMAC 27)

Posted on 8 gennaio 2011. Filed under: informatica | Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , |

Be’, prima o poi doveva accadere… Da una settimana circa la mia rete domestica ha un nuovo componente, un iMac con schermo da 27 pollici (quasi una tv!). In precedenza non avevo mai seriamente preso in considerazione l’acquisto di un Mac, per i seguenti motivi: costo eccessivo dell’hardware, prodotti basati esclusivamente sul design (in sostanza, roba da fighetti), utilizzatori perlopiù fanatici, Steve Jobs che quando presenta un prodotto sembra un messia, sistema operativo poco flessibile (che funziona solo come vuole lui), politica commerciale basata sul marchio (in realtà Apple non produce niente). Insomma, confesso di aver nutrito antipatia nei confronti di Apple. Poi c’è stato l’incontro fortunato con l’iPhone, che mi ha fatto capire come i prodotti Apple siano costosi, è vero, ma anche molto ben costruiti. Poi, si è rotto un PC in sala, a casa, ed ho buttato là l’idea: perché non ci compriamo un Mac che è bello esteticamente ed in sala ci sta bene? Inoltre ci si può installare anche Windows…

Il bello del Mac è che è… bello da vedersi, elegante, ed anche comodo perché per farlo funzionare basta inserire il cavo dell’alimentazione elettrica. Monitor e PC sono in un blocco solo, di spessore compatto; sul retro ci sono 4 prese USB, l’uscita per le cuffie, la porta ethernet (per la rete cablata) ed anche una presa firewire. La tastiera (minimale, piccolina, senza tastierino numerico e senza tasto canc, che si simula con fn+backspace) è bluetooth, così come il mouse ed anche il trackpad. Quindi da dietro il Mac escono due soli fili, quello elettrico e il cavo di rete: un grosso passo avanti rispetto ad un tradizionale pc dove i componenti sono di più e tutti collegati tra loro tramite cavi. Una controindicazione consiste nel fatto che il Mac non è aggiornabile: l’utente non può cambiare i componenti interni, per esempio inserire un altro disco rigido, e se si guasta qualcosa bisogna mandare in assistenza tutto l’apparecchio, anche per un banale guasto al masterizzatore! Comunque nella mia sala il Mac fa la sua porca figura e la scrivania su cui è posato dona una sensazione di ordine, con l’imponente schermo che domina il tutto, la tastiera piccola ma stilosa, il mouse ed il trackpad di cui parlerò.

Tornando a descrivere il Mac, sempre sul retro (ma a sinistra) si trova il pulsante di accensione, perfettamente in linea con il retro dell’apparecchio, ma si trova facilmente anche senza guardare. Sul lato destro ci sono due fessure: una grande per il masterizzatore CD+DVD (niente bluray sui Mac, nemmeno come opzione, almeno finora) ed una piccola per le schede SD (Secure Digital), le più diffuse in ambito fotografico. Chi, come me, utilizza apparecchi semiprofessionali con schede Compact Flash, dovrà arrangiarsi con un lettore USB. Sempre sul retro dell’apparecchio spicca una grossa mela morsicata che nasconde l’antenna wifi.

Visto di fronte, il mio nuovo amico si presenta con il grande monitor padrone assoluto del look. E’ di tipo lucido, ricoperto da una lastra di vetro, che stando a quanto ho letto su internet è trattenuta solo da un sistema di calamite per cui bastano un paio di ventose per sollevarlo, per esempio per togliere eventuale polvere infiltratasi. In alto c’è la webcam integrata, un occhio piccolissimo in tasto spazio. Lo schermo lucido va di moda e fa figo, ma è più soggetto a riflessi fastidiosi. Premesso ciò, non ho notato particolari fastidi. Le casse acustiche, dal suono sufficiente (i bassi sono un po’ sacrificati) sono situate sul fondo dell’iMac, dirette verso il basso. Sempre sul fondo ci sono gli slot per ampliare la memoria di sistema, unica operazione concessa all’utente.

Il mio Mac l’ho ordinato direttamente dal sito della Apple ed è arrivato a casa in pochissimi giorni, considerando che c’erano le festività di mezzo. Perfettamente imballato, si estrae dalla scatola e si mette in funzione in un attimo. La configurazione da me prescelta è quella base con processore i3 a 3,2 GHz, 4 GB di ram, scheda video ATI Radeon HD 5670 con 512MB, disco rigido da 1 TB. Lo scopo era quello di ottenere il più vantaggioso rapporto prezzo/prestazioni, nei limiti di un budget prefissato. La prima cosa che il nuovo arrivato fa, non appena alimentato, è quella di emettere un suono non particolarmente accattivante, seguito da alcuni raggi di luce sgargiante, musica ritmata ed una serie di benvenuto in tutte le lingue. Poi chiede alcune cose (dove utilizzerai il tuo Mac, e per che cosa?) con conseguente tentazione di fornire risposte assurde (per es., sul treno). Chiede poi di scattare una foto per l’account di amministratore, ma si ostina a far lampeggiare lo schermo come un flash e la foto viene di merda, clamorosamente sovraesposta. Alla fine, si è finalmente operativi!

Avevo un po’ giochicchiato su un Mac in qualche centro commerciale, e basta. Nonostante la mia ignoranza in materia, in pochi istanti ho configurato la connessione di rete con un indirizzo IP fisso, ho disabilitato il wifi che non mi serve, ho creato gli account per tutta la famiglia, installato open office e videolan che hanno versioni anche per il Mac, e fatto qualche altra cosina senza alcuna difficoltà. Persino il NAS viene visto sotto la voce di menù Network, anche se compare con la sigla assurda del prodotto; non ho ancora provato a vedere se si può rinominare semplicemente come NAS, così come avviene con Windows grazie alla funzione Connetti unità di rete.

Circa la tastiera, ho già accennato che è bianca, elegante, ma molto piccola, praticamente come quella di un notebook, senza tastierino numerico separato. Ha un tasto dedicato per l’espulsione dei CD-DVD dallo slot laterale e per egolare la luminosità dello schermo. Ha comunque un certo peso, che la rende piuttosto stabile, ed è alimentata a pile. L’utlizzo è gradevole, ma forse per lunghe digitazioni una tastiera più tradizionale potrebbe essere meglio. Il mouse, pomposamente chiamato Magic Mouse, anch’esso bianco traslucido, ha il clic sinistro ed anche quello destro (che deve però essere abilitato tramite driver) senza l’apparente presenza di bottoni; al posto della rotella basta carezzare la superificie con un dito. Altri tipi di gesture servono a sfogliare pagine, eccetera… Io ho comprato anche il Magic Trackpad: in sostanza, un touchpad identico a quello presente sui portatili, solo molto più grande e cliccabile in modalità hardware. Inoltre è multitouch, consentendo per esempio l’ingrandimento di un’immagina allargando due dita. L’altezza è identica a quella della tastiera, per cui i due oggetti stanno bene affiancati e la tastiera, con il trackpad a fianco, sembra quasi di dimensioni standard.

Il sistema operativo MacOS X è facile da usare. Alcune cose mi lasciano un po’ perplesso (l’applicazione iPhoto ha un cestino suo e non usa quello di sistema; l’opzione taglia non c’è, ma in qualche applicazione sì; il finder non mi sembra il massimo, meglio esplora risorse di Windows; mi mancano alcune funzionalità di Windows, tipo i menù contestuali, che in Mac praticamente non esistono; la possibilità di ingrandire una finestra a metà schermo semplicemente trascinandola sino al bordo del desktop, le jumplist) ma potrò dare un giudizio più competente solo dopo averlo utilizzato un po’ più a lungo. Posso solo dire che chi viene da Windows non dovrebbe trovare particolari difficoltà, e nemmeno chi viene da Linux. Questi ultimi troveranno anzi familiare la cartella Home, che in MacOS si chiama Inizio, ma è la stessa cosa. Comunque nessuno in casa ha trovato difficoltà nel cominciare da subito ad utilizzare MacOS, anzi siamo partiti tutti con grande facilità!

Sembrerebbe inevitabile, a questo punto, un confronto con Windows. I forum sono pieni di fanboy della mela che attaccano i PC Microsoft. Sono discussioni abbastanza assurde, vi dimostrerò il perché. Innanzitutto, Apple vende computer, che adesso sono uguali in tutto e per tutto ai PC, mentre Microsoft vende software (a parte hardware di poco conto fabbricato da terzi). Vi suggerisce niente, questo? Pensate sul serio che Apple (che vende computer) e Microsoft (che vende software) possano essere aziende in concorrenza tra loro? Se così fosse, Microsoft scriverebbe software per MacOS (vedi Office) e Apple incoraggerebbe l’installazione di Windows sui propri pc (vedi bootcamp)? Il vero business di Apple è concentrato nell’hardware, e nella vendita di canzoni. Di Microsoft non gliene può fregare di meno, almeno sino a quando Microsoft rimarrà principalmente una software house, e viceversa a Microsoft non può che fare piacere se Apple vende parecchi pc su cui si possano installare anche i suoi software. Ora non voglio dire che non ci sia un minimo di concorrenza tra le due aziende, ma secondo me non è così accanita come credono alcuni appassionati. Comunque, tornando al confronto tra i due sistemi operativi, premesso che con MacOS sono agli inizi e non posso dare un giudizio definitivo, premesso anche che sono un utente smaliziato che usa abbastanza regolarmente pure Linux (per esempio ora sto scrivendo questo articolo usando il programma Blogilo su Kubuntu), il mio parere è che Windows Seven sia un gran bel sistema operativo, e rimane il mio preferito, soprattutto nella versione a 64 bit; MacOS è piacevole da usare ed è come se ti prendesse per mano nel fare ogni cosa, atteggiamento che può essere più o meno gradito a seconda dell’utilizzatore. E’ molto bello graficamente ed accompagna le operazioni con suoni accattivanti… Appare sin da subito stabile ed affidabile, ma la stessa cosa posso dirla per Windows 7, se correttamente installato, ed anche per Linux, che nella distribuzione Ubuntu/Kubuntu è anche facile da usare ed installare. Tirando le somme, secondo me non è il sistema operativo a fare la differenza tra un pc con Windows o con MacOS, ma sono altri aspetti: la sensibilità dell’acquirente al design, la disponbilità economica, l’attenzione più o meno marcata alla compatibilità e reperibilità dei programmi, sono tutti elementi che possono condurre ad una scelta oppure ad un’altra. A favore dei Mac, c’è la possibilità di installare anche Windows, mentre il contrario è molto difficile da farsi se non ricorrendo a copie appositamente modificate di MacOS che in alcuni casi richiedono addirittura la modifica del bios della scheda madre, con il rischio di cimpromettere la funzionalità di tutto il pc!

E veniamo alla installazione di Windows 7 sul Mac. Come anticipato, Apple fornisce una apposita utility, Assistente Bootcamp, che facilita enormemente l’operazione. Da qualche parte avevo letto che per installare Windows sarebbero stati necessari una tastiera ed un mouse USB, perché quelli bluetooth non avrebbero funzionato, ma non è vero. Lanciato il programma, questo prima di tutto procederà al partizionamento del disco nella misura da voi indicata (io ho fatto metà e metà), poi chiederà l’inserimento del disco di Windows. A questo punto il sistema si riavvia e parte l’installazione, proprio come se stessimo operando su qualsiasi PC. Un minimo di attenzione nel momento in cui dobbiamo indicare la partizione su cui installare (è quella di nome Bootcamp) altrimenti rischiamo di azzerare MacOS, ed attenzione anche a formattare in NTFS la medesima partizione. Alla fine, il sistema si riavvia di nuovo: espelliamo il disco di Windows ed inseriamo il disco di MacOS. Da questo strano connubio otterremo l’installazione dei driver necessari per il corretto funzionamento dell’hardware presente nel nostro iMac! Un ultimo riavvio e vedremo Windows Seven in tutto il suo splendore, perfettamente funzionante, inclusi tastiera, magic mouse, magic trachpad, videocamera, eccetera eccetera! Il tutto ha funzionato alla perfezione, senza intoppi. Da ora in avanti, premendo alt sulla tastiera subito dopo l’accensione dell’iMac, potremo scegliere tra Windows e MacOS; potremo scegliere anche con quale sistema operare di default senza effettuare alcuna scelta. Ultima chicca: avevo letto che le due partizioni non si sarebbero viste, ma non è vero. Non ho ancora provato ad effettuare operazioni di trafserimento file, ma da Windows si vede e si naviga tranquillamente nella partizione MacOS, così come da MacOS si vede e si naviga nella parizione NTFS di Windows.

Pochi giorni dopo il mio acquisto, Apple ha ufficialmente lanciato il Mac App Store, l’equivalente Mac dell’App Store per l’iPhone. Pressi stracciati per Aperture 3, il programma di ritocco fotografico sceso da 199 a 62,99 euro, che ho subito acquistato insieme a Pages (word processor), Keynote (l’equivalente di Powerpoint per le presentazioni) e Number (Excel). Questi software li ho appena visti, per cui non sono in grado di dare un giudizio degno di nota; si aggiungono a quelli già in dotazione che comprendono sostanzialmente il pacchetto iLife (che palle ‘sta i all’inizio di ogni parola!), ovvero iPhoto, simile a Windows Photo, Garage Band per la creazione di musica, che mi sembra un ottimo programma, ed iMovie per la creazione di filmati. Quest’ultimo è l’unico che ho veramente usato, sicuramente senza sfruttarne tutte le possibilità, per assemblare degli spezzoni video ed aggiungere titoli transizioni. Facendo un confronto con Movie Maker di Windows, quest’ultimo ha più transizioni, ma iMovie è un programma di caratura superiore, più professionale anche se più complesso da utilizzare.

Per concludere, ora ho messo piede sui tutti i tre mondi dell’informatica consumer (Windows, Linux e Mac)!…

 

Annunci

Make a Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: