DROGHE LEGALI E NON

Posted on 4 novembre 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , |

Interessante articolo intervista al Dott. Riccardo Gatti, medico psichiatra esperto in problemi connessi all’assunzione di droghe, su TGCOM.
L’attuale mercato delle sostanze stupefacenti, dice l’esperto, è di due tipi: uno dedicato allo smercio delle sostanze tradizionali, l’altro alla vendita delle nuove droghe di tipo sintetico. Queste ultime sono difficili da combattere perché esistono in una enorme varietà e non è facile distinguerle: infatti, mentre è facile riconoscere per esempio la cocaina, non lo è altrettanto riconoscere la pasticchetta di turno che viene consumata in discoteca. Spesso in questi casi sarebbero necessarie accurate analisi chimiche.
Alla domanda di come sia cambiato negli ultimi anni il mercato della droga, l’esperto ci dà una ulteriore informazione degna di nota. Dice infatti che mentre in passato l’uso di sostanze stupefacenti era tipico di alcune classi sociali (una per tutte, il mondo dello spettacolo), e che l’ampliamento della base dei consumatori era basato sulla emulazione, ora invece le droghe sintetiche sono mirate al soddisfacimento delle necessità dei consumatori. Abbiamo così droghe che facilitano la socializzazione, droghe che aumentano le performance fisiche anche sessuali, e via discorrendo.
Questo è primo punto su cui vorrei soffermarmi. Ho sempre pensato che il concetto di droga centrato sulla sostanza sia ambiguo e fallace. Che distinzione di fatto può esistere tra chi fa uso di viagra per aumentare la propria capacità amatoria, e chi tira di coca per ottenere lo stesso risultato? Mi si dirà che l’uso del viagra (che dovrebbe essere riservato a chi soffre di particolari patologie erettili, ma di fatto viene usato anche e soprattutto da soggetti sani per aumentare e facilitare l’erezione) avviene in modo controllato e con tutte le cautele, trattandosi di un farmaco regolarmente in commercio e con effetti secondari sperimentati (e con il bugiardino nella confezione, aggiungo io), mentre l’uso della cocaina no. Benissimo. Detto in altri termini, nel caso della cocaina mancano, quindi, le avvertenze d’uso ed è assente una forma legale e controllata di smercio. Tutto qui? Vedete altre differenze? Si potrebbe obiettare che la cocaina dà dipendenza, mentre il viagra no. Può darsi, ma allora perché sono regolarmente in vendita, gravate da tassa statale, alcune sostanze che provocano sicuramente dipendenza, come il tabacco, le sigarette e l’alcool?
Torniamo al nostro esperto che, giustamente, di scaglia proprio contro l’alcol, equiparandolo alle droghe. Accanto ad una produzione che punta alla qualità ed alla moderazione del consumo, spiega, ne esiste un’altra che punta solo alla quantità e spinge ad un utilizzo incosciente e pericoloso.
Da questo articolo traggo ora delle conclusioni mie (sottolineo mie) che non sono nuove, nel senso che ho sempre pensato in un certo modo e l’articolo che ho letto su TGCOM, e che ho cercato di sintetizzare, conforta il mio pensiero.
Il primo punto riguarda l’attuale inadeguatezza, ed ambiguità, del termine “droga”. Abbiamo appreso come le nuove sostanze sintetiche mirino ad aumentare alcune capacità personali (aggressività, socializzazione, resistenza fisica) oppure a risolvere problemi diversi tipo aprire una parentesi nella realtà ed allentare la morsa dello stress. Cosa differenzi queste “droghe” da farmaci regolarmente in commercio e prescrivibili con ricetta, aldilà dell’aspetto legale, non è dato sapere. Posso sospettare l’attività lobbistica della industria farmaceutica che vuole essere l’unica autorizzata a vendere e proporre le droghe del futuro “per farci stare meglio”, senza la fastidiosa concorrenza di un commercio illegale a basso costo.
Secondo punto, il problema vero non è l’esistenza della sostanza (vedi l’esempio dell’alcol), ma l’educazione ad una assunzione e consumo corretti. Se questa affermazione è vera come sembra essere, ogni politica proibizionista si rivela sbagliata, diseducativa e priva di efficacia.
Tra le righe dell’intervista rilasciata dall’esperto Dr. Gatti al TGCOM, mi sembra possano emergere queste verità, piuttosto interessanti.

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