ASPIRANTI CENSORI: ECCONE UN ALTRO

Posted on 18 ottobre 2010. Filed under: informatica, politica | Tag:, , , , , , , , |

Lo so, i galli non starnazzano (lo fanno le oche), ma i gallinacci sì, ve lo assicuro io. Questa volta il gallinaccio che starnazza perché gli prudono le forbici censorie è (rullo di tamburi) l’Onorevole Augusto Di Stanislao, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Difesa. Cosa ha scatenato l’indignazione del nostro brav’uomo-padre di famiglia? Un videogioco. Si intitola Medal of honors ed è prodotto dalla Electronic Art. Dico subito che questo videogame ha suscitato polemiche anche in altri paesi, ma a quanto mi risulta il nostro è l’unico in cui ogni tanto qualcuno, che evidentemente ha dormito male, si alza la mattina con il mal di testa e vuole proibire qualcosa, per fortuna coprendosi molto spesso di ridicolo.
Medal of honor è un videogioco di guerra. A scatenare le ire del nostro Onorevole Augusto Di Stanislao è una delle feature del gioco, e precisamente la possibilità di giocare assumendo la veste dei “talebani”, che tra l’altro nell’ultima versione non si chiamano più così e vengono indicati semplicemente come “oppositori”.
Cotanta indignazione non ha motivo di essere. I videogiochi attuali sono così sofisticati da poter essere parificati ai film, e non credo che il nostro novello Catone avrebbe invocato il ritiro dalle sale cinematografiche se Medal of honor fosse stato un lungometraggio (almeno spero). Proprio come i film, anche i videogame possono essere vietati ai minori, poiché non è vero che siano solo i minorenni a giocare, ammesso e non concesso che i minorenni siano così deficienti – come pensa Di Stanislao – da non distinguere tra realtà e simulazione. Infatti l’onorevole, spalleggiato inopportunamente dal CODACONS, sostiene che un videogioco abbia un influenza enorme sulla psiche di un minore: secondo me l’influenza enorme l’ha avuta sulla psiche sua, e senza nemmeno prendere in mano il joystick o il controller di gioco, poiché sono convinto di trovarmi di fronte all’ennesima persona che non sa di cosa stia parlando.
Intanto il mondo, piaccia o non piaccia al capogruppo IdV in commissione difesa (che a quanto pare non ha niente da fare se tutto ciò che partorisce è la bizzarra idea di sequestrare un videogame), va avanti e fioriscono le periferiche di gioco dedicate a Medal of honor. Che, sia detto per inciso, non sta raccogliendo recensioni particolarmente favorevoli sui siti specializzati, anche se il produttore afferma che negli USA il titolo stia vendendo alla grande. Per forza, da quelle parti non c’è l’onorevole Augusto di Stanislao, il censore.

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