ASSASSINI ED ATTORI DA OSCAR…

Posted on 16 ottobre 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , , |

michsabr

…ma purtroppo non è un film, è realtà. Non è corretto anticipare la sentenza della magistratura penale, ma sembra proprio che finalmente l’assurda dinamica del delitto di Avetrana si sia chiarita. La cugina di Sarah, Sabrina, ha convinto la povera ragazza a scendere nel garage dove c’era lo zio. Lo scopo? Sembrerebbe quello di volerle dare una lezione: le due avevano litigato per un ragazzo, un certo Ivano, che si stavano contendendo. Una vera e propria trappola per la giovane Sarah che, amaro destino, voleva fuggire da quel posto che invece la avrà per sempre. Eccoci nel garage: una parola tira l’altra, i toni si accendono e trascendono, si viene alle mani. Sabrina tiene ferma la cugina mentre il padre la strangola. Una violenza assurda, persone che perdono il controllo andando oltre (forse) le proprie reali intenzioni (ma l’accusa è di omicidio volontario). Mentre sto scrivendo non si sa ancora tutto, usciranno oggi stesso altre notizie ed emergeranno ulteriori particolari: ma a me interessa l’incredibile performance “artistica” dei due assassini.

Il primo Oscar per il migliore attore protagonista va allo zio. Non si sottrae alle telecamere, anzi ne approfitta per recitare, con disinvolta maestria, la parte del parente preoccupato: Sono molto affezionato a Sarah, spiega.  E quando il cadavere viene trovato, regge benissimo il primo piano delle telecamere dicendo: Vorrei avere l’assassino tra le mani (più o meno). Celebre la frase recitata quando fa finta di trovare il telefonino: Che strano destino doverlo trovare proprio io, piagnucola. Quando crolla durante l’interrogatorio, non smette di recitare: per coprire la figlia racconta che ha fatto tutto da solo, e si inventa persino un movente sessuale, e forse per sollevare un polverone confessa un atto di necrofilia sul corpo ormai senza vita della nipote.

Sabrina non è certo da meno. La giovane attrice, in un primo momento, recita perfettamente la parte della persona sconvolta e, quando le prime voci su un coinvolgimento di qualche membro della famiglia cominciano a girare, si dice incredula. Quando il padre confessa, è una delle più indignate: Non posso credere a quello che ha fatto. Lo andrò a trovare in carcere per guardarlo negli occhi. Gli chiederò una spiegazione di questo orribile gesto. Ma sono contraria alla pena di morte: deve soffrire in galera giorno dopo giorno, divorato dal rimorso.

(Le frasi in corsivo non sono quelle letterali riportate dai giornali e rilasciate durante le apparizioni televisive. Sono mie ricostruzioni, ma aderenti alla realtà).

Ragazzi, se si può essere grandi nel male, questi due sono grandissimi. E chissà che le indagini, non ancora concluse, non ci regalino (si fa per dire) qualche ulteriore sbalorditivo elemento.

Ora vediamo come andrà a finire, ma se le notizie circolate oggi non verranno smentite, quello di Sarah Scazzi passerà alla storia come uno dei delitti con il movente più futile, ma anche con la sceneggiata mediatica più efficace da parte degli assassini, degna di un’epoca storica in cui i fatti si vivono in tv e se non sono ripresi dalla tv, è come se non siano mai avvenuti.

Solo un copione scritto male ha consentito agli investitori di smascherare i criminali autori del gesto omicida. Del resto da una pessima trama non può nascere altro che un copione scadente, nonostante l’ottima vena degli interpreti principali.

UPDATE DELL’ULTIMA ORA: gli inquirenti affermano che il movente non è Ivano, il ragazzo che le due si sarebbero conteso. Il motivo, dicono, è intrafamiliare. Qualche testata giornalistica torna a citare le molestie sessuali come origine del delitto. In effetti la cotta per questo Ivano era una spiegazione un po’ debole, ci deve essere dell’altro, che prima o poi salterà fuori. La precisazione nulla toglie al senso del mio post che ha per oggetto la lucida e pressoché perfetta recitazione dei due personaggi principali, lo zio e la cugina della povera Sarah.

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