FINI SU YOUTUBE

Posted on 26 settembre 2010. Filed under: internet, politica | Tag:, , , , |

Ho appena ascoltato il discorso di Fini in internet, per la precisione su YouTube. Mr ne sono ricordato in extremis prima di spegnere il PC e prima di andare a dormire: l’ho trovato subito. Il Presidente della Camera ha raccontato la sua versione sulla compravendita del miniappartamento a Montecarlo (55 mq) ed ha ribadito di non aver rubato nulla, di non avere beni all’estero protetti da società di comodo, di essere tranquillo, e che non urlerà contro la magistratura. Aspetterà serenamente la conclusione delle indagini perché, ha affermato, non ha commesso alcun reato ed è fiducioso che la verità salti fuori. Ha poi stigmatizzato l’uso dei media come mezzo per sputtanare (il verbo è mio) gli avversari politici, segnatamente “il Giornale” che rappresenta il manganello di Berlusconi (anche il termine “manganello” è mio). Nei suoi confronti c’è stato un efferato “dossieraggio”, parola che adesso va tanto di moda, eccetera eccetera. Personalmente trovo questa faccenda dell’appartamento monegasco la tipica notizia gonfiata frutto di smodata dietrologia, ma se potessi parlare adesso a Gianfranco Fini gli direi altre cose. Lo farei riflettere – ma forse lo ha già fatto da solo – che è grazie ad internet che ha potuto parlare e farsi ascoltare da un sacco di gente con efficacia, con audio e video, quasi come in tv, pur senza disporre di attrezzature costose e sofisticate. Se non ci fosse stata la rete, con il suo avversario principale che controlla l’emittenza privata e quella pubblica oltre a buona parte della stampa, come avrebbe potuto farsi sentire?
Guarda caso sempre più spesso si ha notizia di proposte di legge che, con la scusa di mettere ordine e legalità in internet, che sarebbe un far west, hanno in realtà lo scopo di limitare od eliminare del tutto questi spazi di libertà.
Spero che Gianfranco Fini ci pensi, e come lui tutti gli altri, perché internet non è un pericolo ma è una grande opportunità di comunicazione, di dialogo, di uguaglianza; ed i nostri politici, invece di dare questo spettacolo inverecondo fatto di sospetti, litigi e sputtanamenti vari, invece di spendere energie per la demolizione mediatica degli oppositori, dovrebbero trovare le risorse per far sì che tutti i cittadini, anche quelli che vivono nelle campagne, abbiano la possibilità di accedere con una connessione almeno decente.
Invece i nostri dittatorelli in pectore pensano solo a come zittire i blogger, a come proibire youtube, a come chiudere le pagine scomode su Facebook, a come tenere tutto sotto controllo affinché internet si trasformi in un canale tv come tutti gli altri, dove il flusso delle informazioni segue una sola direzione, da chi comanda a chi paga il canone, dal “governo ladro” al “popolo bue”.

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