VIVA CARLÀ (ELOGIO DEL POSTRIBOLO OCCIDENTALE)

Posted on 1 settembre 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , |

E così gli iraniani ritengono che la ex fotomodella Carla Bruni (Carlà peri francesi), ora cantautrice ed attrice ma soprattutto moglie del Presidente francese Sarkozy, sia una “prostituta” ed in quanto tale meriterebbe la morte per lapidazione, esattamente come la donna che ha tentato di salvare firmando una petizione. Naturalmente mi riferisco agli “iraniani” per semplificare, ma con tale espressione intendo in realtà riferirmi al governo della triste e feroce repubblica islamica, non certo al suo popolo che anzi, con giovane tributo di sangue, ha dimostrato più volte l’avversione per una dittatura che sfrutta l’islam per i propri turpi scopi.
Se Carlà è una puttana, mi sento in dovere di elogiare pubblicamente l’affascinante mondo del postribolo occidentale. Preferisco di gran lunga il luccicante palcoscenico incasinato delle vecchie democrazie, addobbato di lustrini e cotillon da avanspettacolo, al triste ed austero regime cesaropapista iraniano.
Al centro di tutto c’è una differenza culturale che non potrebbe essere più evidente. In occidente la donna bella si sveste, si mostra, considera la propria bellezza un valore aggiunto, e ciò nei paesi del burka può apparire come una forma di oscenità. Se una donna bella, che in passato non ha esitato a mettere in mostra il proprio corpo, che ha fatto “carriera” sposando un capo di stato, si mette pure a firmare petizioni, figuriamoci quale possa essere stata la reazione immediata di quelle menti bacate: ma come si permette questa sfrontata, questa donna immorale, questa prostituta che ha venduto e sfruttato il proprio corpo per fare soldi e carriera, a questionare sui fatti nostri? E via con gli insulti sul quotidiano più vicino agli ayatollah. Poi sono seguite le minacce: Carlà meriterebbe di essere punita, addirittura con la morte. Alla faccia della diplomazia.
Ci sarebbe da sghignazzarci su se dietro questa barzelletta non ci fosse l’oscena (quella sì) violenza della dittatura iraniana.
A questo punto vorrei fare io un appello: a tutte le epigoni di Cicciolina e della gloriosa Moana Pozzi, che non conosco se non in modo molto vago. Direi, a tutte queste “artiste” che davvero usano il proprio corpo a fini commerciali e pornografici: firmate anche voi la stessa petizione, oppure fatene un’altra se non volete mischiare la vostra immagine con quella di Carlà (che potrebbe non gradire), magari corredatela con una bella foto che vi coglie in una fase calda ed espressiva dei vostri capolavori cinematografici, anzi allegate un DVD omaggio, e speditela a questi immorali (loro sì) bacchettoni del governo iraniano. Chissà che finalmente non gli venga un colpo, a tutti quanti, con la mano sanguinante per il troppo inconfessabile lavoro autoerotico. Tanto, le loro mani sono già abbondantemente insanguinate.

UPGRADE DEL 19/09/2010:  A sorpresa il presidente iraniano ha dichiarato che le offese a Carla Bruni sono “peggio di un reato” e che, se c’è una giustizia, gli autori dell’articolo in questione dovrebbero essere incriminati. Sta a vedere che gli infami “giornalisti” subiranno lo stesso trattamento che il regime riserva agli oppositori. Difficile, ma sotto dittatura è altrettanto facile fare carriera, quanto essere “scaricati” non appena commetti un errore per cui viene richiesta la presenza di un capro espiatorio ufficiale.

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