INTOLLERANZE ELEMENTARI

Posted on 15 agosto 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Dal faceto al tragico, dalla stampa pigra di Ferragosto ecco a voi una serie di riflessioni poco serie (la ripetizione è voluta) su fatti di cronaca tra loro comparabili, anche se con un po’ di fantasia e grazie a qualche forzatura logica (la mia specialità). Che l’intolleranza regni sovrana, come mi sembra dica Battiato in una sua celebre canzone, è noto e fuori discussione: ecco che il rapper Brusco canta in Puglia, alle 5 di mattina, una canzone dedicata alla squadra di calcio della Roma, e subito il pubblico, tifoso di squadre diverse, gli intima di smettere. Lui giustamente si rifiuta: eccheccazzo, potrò cantare e tifare per chi mi pare, o no? Ma l’intollerantissimo pubblico schiamazza e qualcuno arriva persino a dargli uno schiaffone. Complimenti, penso: sono le cinque di mattina, ma non potevi andare a dormire prima? Ecco il link all’articolo sul Il Messaggero.

Diciamocelo francamente: Brusco non è un artista vero e proprio e richiamarci alla libertà di espressione è eccessivo (sarebbe come mettere fianco a fianco l’acqua minerale ed un single malt scozzese), ma non inutile. Inoltre anche l’argomento è futile, il tifo calcistico. Ma l’episodio è secondo me sintomatico della più grave e pericolosa delle maleducazioni, l’intolleranza al prossimo, la pretesa di zittire chi dice cose con le quali non si ritiene di concordare anziché limitarsi a dissentire. Un po’ come il Presidente del Consiglio con la triste legge bavaglio: anche lui avrebbe schiaffeggiato Brusco, forse. Per la serie: il popolo si ritrova il governo che merita (e che ha votato).

Abbandoniamo senza rimpianti Brusco e parliamo del tragico evento che vide suo malgrado protagonista Saana, la ragazza pakistana sgozzata dal padre perché viveva all’occidentale. Ebbene, è uscita la sentenza da cui apprendiamo che il padre ha agito con premeditazione, con estrema ferocia e gusto sadico. Ma (è questo che ci interessa) apprendiamo anche la religione islamica non c’entra niente. Questo padre… scusate: questo aguzzino, preoccupato dei giudizi che avrebbero potuto dare alcuni connazionali suoi conoscenti, ha escogitato l’omicidio per impedire che la figlia andasse a convivere more uxorio con il fidanzato, pratica tollerata ampiamente nel mondo occidentale e che comunque il buonsenso, che nella fattispecie deve essere uscito di casa, suggerirebbe di tollerare. Ma no, il bravo padre ha agito diversamente ed in modo irreparabile. Dalla sentenza apprendiamo anche che questo signore non era religioso praticante, che anzi aveva appreso alcune discutibili abitudini occidentali come andare a puttane e sperperare il denaro al gioco. Tipico degli intolleranti: la figlia no, lui sì. Lui sì che poteva comportarsi all’occidentale, ma la figlia no, doveva rimanere a fare la calzetta in casa travestita da bella statuina. Propongo Saana santa subito.

Ora parlare della intolleranza politica verso Fini e della campagna di stampa orchestrata dal Giornale di regime, è persino inutile. Leggo che i leghisti, pur di liberare la Padania (ma si può liberare una cosa che non esiste? Prima bisognerebbe crearla) minacciano di nuovo la secessione. Calderoli, con la signorilità che lo contraddistingue, avrebbe dichiarato che pur di liberare la Padania tromberebbe anche con il diavolo. Facile assist per una battuta: bisogna vedere se il diavolo tromberebbe con lui. Io ne dubito fortemente: è una persona, a mio modesto parere, assai sgradevole, che porta a spasso i maiali per farli defecare sui terreni destinati alla costruzione di moschee. Povera Italia, cosa abbiamo fatto per meritarci una simile rappresentanza politica? Mentre Calderoli porta a spasso i maiali, Obama negli USA dice sì ad una moschea nei pressi ground zero, ove vennero abbattute le torri gemelle. Queste le parole del Presidente USA:

Con la massima chiarezza, in quanto cittadino, in quanto presidente, sono convinto che i musulmani abbiano lo stesso diritto di praticare la propria religione come qualsiasi altra persone in questo Paese. Ciò comprende il diritto di costruire un luogo di culto e un centro per la comunità su una proprietà privata a Lower Manhattan, nel rispetto delle leggi e delle ordinanze locali.

Questa è l’America, e il nostro impegno per la libertà religiosa deve essere incrollabile. Il principio in base al quale i popoli di tutte le fedi sono benvenuti in questo Paese, e che non verranno trattati in maniera diversa dal loro governo, è essenziale per quello che siamo. La volontà dei nostri fondatori deve essere rispettata.

Che differenza abissale, culturale e politica, con le farneticazioni che siamo costretti a sentire dalle parti nostre. E che lezione: ma gli scolaretti che dovrebbero apprenderla sono troppo impegnati a portare a spasso maiali ed assoldare escort. Chi ha letto altri miei post sa che non sono per nulla tenero con le religioni, la nostra in particolare e tutte in generale; ma la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione ed è un bene che sia così. Anzi, affinché le religioni possano essere ugualmente tutelate andrebbero aboliti i patti lateranensi (stipulati dall’ex socialista Mussolini e rinnovati dal socialista Craxi) e rafforzata la laicità dello Stato.

Ma da noi non si può, siamo un Paese di baciapreti e parcheggiatori di suini, ossequiosi di fronte al clero e arroganti con gli altri. Siamo gentaccia.

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