LEGA: SE L’ASSESSORE FOSSE STATO NAPOLETANO…

Posted on 18 luglio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , |

Santino Bozza, consigliere regionale della Lega in Veneto, è stato pizzicato in treno dal controllore con un biglietto non obliterato. Come è noto a tutti gli sfortunati che debbono viaggiare sulle rotaie, la obliterazione avviene inserendo il biglietto in una macchinetta (sempre che se ne trovi una funzionante) che provvede a stampare ora e data in modo che il biglietto non possa essere usato più di una volta. Ebbene, il nostro leghista sale sul treno e subito, racconta, fatti nemmeno dieci metri, zac!, scatta il controllo e la multa. I potenti italiani, anche i potentini, sì insomma quelli che hanno un potere anche modesto, diventano subito arroganti, ed in questo il leghista ha dimostrato di non essere diverso dagli altri non padani ed anzi, di fronte alla legittima multa, ha assunto toni del tutto degni di un film di Totò. “Sono consigliere” ha subito detto, avvertendo l’integerrimo ferroviere che aveva a che fare con un pezzo grosso. Grosso solo nella propria testa, beninteso; una testa che deve ragionare in modo del tutto particolare se è vero, come sembra essere vero, che è stata subito elaborata la tesi della persecuzione politica: il controllo troppo zelante, l’assurda idea che la multa (50 €) gli venga comminata da un “comunista”. Subito dopo, il nostro italianissimo padano è passato alla fase psicologica dell’autogiustificazione: quando in castagna vengono presi gli altri si è assolutamente intransigenti, ma quando siamo noi stessi ad essere colti in fallo scattano le scuse più assurde: il servizio è pessimo, non si trova il posto a sedere, e compagnia bella. Ma siccome il controllore è irremovibile nel comminare la più che legittima multa, il padano fuori ma italianissimo dentro passa all’attacco: i 50 euro non ce li ha, vuole pagare col bancomat, come sarebbe a dire che sul treno non c’è bancomat?, e dove sta scritto che uno deve viaggiare con 50 euro in tasca? Come vedete, un siparietto degno della migliore commedia all’italiana, e vivaddìo che c’è qualche protagonista della lega, ogni tanto, a rinverdire i fasti di Peppone e Don Camillo. Ecco infatti la domanda finale al controllore: ma lei è comunista? Un tempo mangiavano bambini, ora fanno le multe.
Mi domando come avrebbe commentato il consigliere in questione se avesse assistito alla stessa scena, ma fra il medesimo controllore ed un viaggiatore qualsiasi, magari del sud. Subito saremmo entrati in un’ottica diversa ed avremmo visto applicata una scala di valori differente: ecco il solito terrone disonesto che cerca di fare il furbo, ci saremmo sentiti dire. È questo il razzismo strisciante leghista e non leghista, ma che nella lega rozza e poco acculturata sta trovando la peggiore espressione.
Tutto quanto riferito è ampiamente documentato perché, sull’argomento, il consigliere leghista in parola ha monopolizzato una intera seduta del consiglio, dimostrando di non possedere alcun senso del ridicolo.
Mi piace pensare che il nostro protagonista abbia usato lo stesso biglietto per un po’ di volte, sia stato adocchiato e alla fine giustamente sanzionato.

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