NUDI SULLA MONTAGNA SACRA

Posted on 28 giugno 2010. Filed under: società | Tag:, , , , , , , , , |

Alizee Sery

La danzatrice francese Alizee Sery, di cui potete ammirare una posa statuaria qui a fianco, si è recata in Australia ed ha pensato bene (speriamo non sia andata solo per questo) di scalare  la montagna sacra degli aborigeni Uluru. Una volta in cima, ha improvvisato un castissimo striptease rimanendo in bikini. Almeno, così la ritrae il filmato che gira in rete; se c’è una parte non pubblica che va oltre il due pezzi, non è dato sapere. Fatto sta che gli aborigeni, che evidentemente non sono più così primitivi, l’hanno vista su internet e si sono talmente indignati, per la profanazione di questo luogo per loro sacro, da chiedere alle autorità australiane la espulsione della sacrilega francese.

Così va il mondo: assistiamo, noi esseri umani intendo, alle cose più turpi senza battere ciglio, ma di fronte alla “profanazione” delle superstizioni religiose siamo subito pronti a reagire con il massimo dell’indignazione. Cosa volete che siano la fame nel mondo, la guerra, lo sfruttamento del lavoro minorile, la pena di morte, una feroce dittatura che opprime le masse di fronte ad un bikini su una montagna sacra? Cosa sarebbe successo se una aborigena avesse improvvisato uno spogliarello dentro San Pietro?

Nuda sulla montagna (più o meno sacra) sta finendo invece la Chiesa cattolica, almeno negli USA ed in Belgio. Negli Stati Uniti, i tribunali hanno riconosciuto il diritto di chi è stato “abusato” da un prete pedofilo di citare in giudizio, quale responsabile civile, la Chiesa, che invece aveva chiesto di essere considerata come “Stato Sovrano” e quindi sottratta alla giustizia ordinaria. Nella fattispecie la causa riguarda il risarcimento danni da parte di un “anonimo”, sottoposto ad abusi sessuali da un prete irlandese che sembra sia stato protetto dalle autorità ecclesiastiche: ad ogni malandrinata, veniva spostato presso un’altra diocesi dove poteva continuare indisturbato la propria attività pedofila. Senza protezione, e quindi nuda, anche in Belgio, dove le autorità hanno sequestrato cose e persone, e persino scoperchiato tombe, alla ricerca di prove sull’attività pedofila.

E così andiamo avanti, tra nudità blasfeme ed altre condivisibili quando a saltare non  sono le mutande ma antichi privilegi di immunità o addirittura complicità sotterranee.

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