DOPO AVER “CREATO” LA VITA, TORNIAMO COI PIEDI PER TERRA

Posted on 30 maggio 2010. Filed under: scienza | Tag:, , , , , |

Eh sì, dopo l’euforia divina della prima cellula parzialmente creata in laboratorio, è meglio tornare coi piedi per terra, o almeno volare basso. O non volare per niente, magari a causa dell’ennesimo starnuto del vulcano dal nome assolutamente impronunciabile. Un evento naturale che siamo incapaci di gestire e di prevedere con precisione, perché in quel caso i rintocchi sono scanditi da un orologio talmente grande che ci vogliono innumerevoli vite umane… ma che dico, intere civiltà per poterne misurare la grandezza. La stessa cosa vale per i terremoti: possiamo immaginare che ce ne sarà uno, per esempio quello ampiamente previsto che dovrebbe distruggere, prima o poi, San Francisco negli Stati Uniti: potrebbe verificarsi tra una settimana, così come tra mille o diecimila anni, perché tutto questo lasso di tempo per il dio che governa le ere geologiche non è altro che un battito di ciglia, un sospiro, una mezza pulsazione cardiaca, uno sbadiglio, una approssimazione infinitesimale di nessuna importanza nella voragine del tempo. Il tutto mentre la galassia in cui viviamo non ha nemmeno completato un giro su se stessa da quando l’uomo è apparso sulla faccia della terra.

Altre volte il pasticcio lo commettiamo noi esseri umani: e sono dolori, altro che creazione divina. Al contrario, distruzione totale. Come la voragine che in fondo al mare disperde tonnellate di petrolio mentre nessuno riesce a tappare il buco. E’ bastato l’affondamento di una piattaforma petrolifera per scatenare conseguenze naturali perniciose di fronte alle quali siamo del tutto incapaci di reagire, come un bambino che accende il motore di un auto che poi non è capace di guidare. Il giocattolo non si è rotto, ma ci è sfuggito di mano e sta provocando un disastro ecologico immane. Altro che vita artificiale, qui di artificiale c’è solo la morte, come sempre è stato.

Obama va in spiaggia e raccoglie conchiglie sporche di petrolio, numerose specie viventi moriranno e saranno a rischio di estinzione, la British Petroleum probabilmente fallirà quando sarà chiamata a risarcire i danni e se non fallirà sarà solamente perché il costo sociale (disoccupati, eccetera) sarebbe troppo grande.

Chissà se in qualche laboratorio, prendendo a prestito una cellula da un topo e ricostruendo il DNA di un dinosauro dal frammento di un osso, riusciranno a ricostruire il bestione. Se così sarà, almeno avremo un parziale rimedio al disastro e forse riusciremo a ricreare le numerose specie che già si sono estinte. Avremo così la capacità di distruggere (che abbiamo sempre avuto, potenziatasi nel tempo) ma anche quella di rimediare alla distruzione. Certo, nessuno potrà consolare una madre cui è morto il figlio, di sicuro non un signore asettico in camice bianco con una provetta in mano.

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