IL SEMIDIO ED IL DNA ARTIFICIALE

Posted on 21 maggio 2010. Filed under: scienza | Tag:, , , |

Nella mitologia greca esistevano non solo gli dèi ed i comuni mortali, ma anche i semidèi, figli di un dio e di un comune mortale. Infatti gli dèi greci avevano superpoteri, tanto per dirla in termini moderno-fumettistici, ma avevano anche super-difetti. Erano insomma un’espansione in meglio, ma anche in peggio, del comune mortale medio: invidiosi, viziosi, lussuriosi, truffaldini, vanesi. Chissà se lo scienziato che ha realizzato un DNA artificiale, e lo ha inserito in una cellula privata del DNA originario, non si sente un po’ un semidio, oppure un super-artista. Ho sempre pensato che l’impulso artistico-creativo è innato nell’uomo perché è un surrogato della vera capacità creativa, che non abbiamo. Per creare qualcosa, l’uomo deve partire dall’esistente, mentre la creazione divina è partita dal nulla perché un vero dio, all’inizio, è il solo protagonista sulla scena, ed è contemporaneamente la scena stessa.

Non sto dicendo che dio esiste, sto dicendo che l’uomo così come può immaginare dio, può immaginare la vera capacità creativa, così come può immaginare l’esistenza eterna, il superamento della morte, l’esistenza di un altro mondo, di una vita dopo la morte, di altri mondi paralleli, del soprannaturale, dello spazio infinito e del tempo eterno. La creazione divina è pura volontà di creare, mentre il semidio moderno deve riempire una cellula già esistente. Come se fossimo in grado (tanto per fare un parallelo informatico) di scrivere un sistema operativo, un software, ma non di costruire l’hardware necessario per farlo girare.

L’artista del futuro sarà l’artista-scienziato, perché la sua creatività sarà vicina a quella divina e l’aspirazione naturale dell’uomo, di ogni uomo, anche il più umile e modesto, è quella di avere caratteristiche divine: l’immortalità, il potere, la volontà realizzativa (il verbo). Anziché inventarsi cose inesistenti (che è l’attività dell’attuale artista), anziché scimmiottare la vita, astrarre concetti, l’artista-scienziato del futuro plasmerà la vita, disegnerà altri esseri viventi, sarà in grado di ricreare specie viventi ormai estinte, e di crearne delle nuove. Molto più appagante che non dipingere quadri, progettare palazzi, scolpire la pietra, scattare fotografie, girare film, scrivere libri. L’artista-scienziato del futuro sarà un piccolo dio con al guinzaglio la sua creatura, il proprio mondo.

Peccato che questi semidei avranno, proprio come gli dèi greci, i difetti tipici dell’umanità, uno scarso senso etico, una personalissima idea di giustizia, un proprio esclusivo punto di vista su come vanno le cose ma soprattutto su come dovrebbero andare, e tutta questa potenza creativa rischierà di creare nuovi mostri, nuove atrocità, nuova sofferenza.

Avremo forme di vita bellissime che ci aiuteranno, ed altre che ci saranno nemiche, ed altre ancora che ci faranno riflettere. Sarà giusto avere un proprio clone nel frigo di casa da cui estrarre per esempio un nuovo fegato quando il nostro va a male? Sarà lecito, e giusto, modificare il DNA di un feto solo perché i genitori lo vogliono con gli occhi azzurri? Sarà lecito, e giustificabile, che una coppia di negri voglia modifcare il DNA del proprio fglio per farlo nascere bianco e, magari, biondo? Sarà lecito costruire soldati artificiali in carne ed ossa? Gli esempi non finirebbero mai.

L’idea di dio e della sua potenza creativa immane è giustificabile perché all’idea di dio associamo, inevitabilmente, il concetto di “bene”, ed anche quando la presunta bontà divina diventa invisibile, oppure inspiegabile, la colpa è sempre nostra perché non abbiamo creduto abbastanza e perché non abbiamo compreso che l’operato di dio, come ci viene insegnato sin da piccoli, non può essere sempre spiegato. Come era solito dire il mio insegnante di religione, dio cuce un arazzo do cui noi vediamo solo il retro, praticamente un caos irrisolvibile di cuciture e nodi. Se fossimo in grado di vedere il disegno che è sulla parte frontale dell’arazzo, allora capiremmo tutto e vedremmo un disegno bellissimo. Un giorno o l’altro ci verrà svelato, ma per ora dobbiamo fidarci e basta.

Potremo fidarci degli scienziati-artisti del futuro alla stessa maniera? Permettetemi di essere scettico. Però non ho paura, amo il progresso scientifico e lo ritengo inevitabile. L’umanità ha molte sfide avanti a sé, la prima è quella di decifrare le regole che governano il mondo, l’altra è quella di fare buon uso di tale conoscenza.

Make a Comment

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Una Risposta to “IL SEMIDIO ED IL DNA ARTIFICIALE”

RSS Feed for CRONACHE AUTOMATICHE Comments RSS Feed

Quest’articolo è molto coinvolgente.
Anch’io ho scritto un articolo partendo dalla stessa notizia qualche giorno fa, ma non ha lo stesso taglio e la stessa prospettiva sebbene io condivida l’opinione sulla presunzione e l’aspirazione umana.


Where's The Comment Form?

Liked it here?
Why not try sites on the blogroll...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: