RITA, LA CARICA DEI 101

Posted on 23 aprile 2010. Filed under: internet, società | Tag:, , , , , |

Rita Levi Montalcini ha compiuto 101 anni ed è stata degnamente festeggiata sul web da una serie di emittenti in streaming collegate per l’occasione tra loro. Questa mattina andando in macchina al lavoro ho sentito alcuni spezzoni audio su Radio 24 tra cui il seguente: Io sono la mente, il corpo faccia quello che vuole. Questa frase ha suscitato in me una serie di considerazioni e collegamenti che ora, per gioco, voglio riprodurre per iscritto. Sottolineo “per gioco” perché non ho il tempo, lo spazio, e probabilmente neanche la capacità di approfondire questi argomenti. Dunque, la nostra giovane vecchia Rita  mostra esplicitamente di privilegiare il “pensiero” rispetto alla “fisicità” quando si tratta di individuare l’essenza dell’uomo, al punto da identificarsi in esso (io sono la mente) ed ignorare, direi con spregio e distacco, il corpo (faccia quello che vuole).  Se dietro questa frase ci sia una impostazione spiritualistica non so, ma non credo, altrimenti al posto della parola “mente” ci sarebbe dovuta essere la parola “anima”, oppure “spirito”, e la Montalcini per cultura e capacità è certamente una donna in grado di usare la parola giusta, che nel modo migliore illustra il concetto che vuole esprimere. Per cui, secondo me, in modo molto forte si vuole rappresentare l’idea che siano il raziocinio, la capacità di ragionare, il pensiero, ma anche la curiosità, la voglia di capire e di indagare a fare la differenza, a costituire l’essenza dell’essere umano, non il corpo, che non conta nulla e sul quale non abbiamo un completo dominio.

A colpirmi è stato appunto, anche, l’esplicito distacco nei confronti del corpo. Oggigiorno in cui l’apparire sembra contare più che non le capacità cerebrali, in cui il sogno di molte giovani donne sembra essere fare la velina in tv, lo slogan della Montalcini risuona come una esplosione in un mare di silenzio. Eppure, non riesco ad individuare una saggezza antica, come ci si potrebbe aspettare considerata la veneranda età di questa formidabile pensatrice.

Uno dei motti latini più celebri è: mens sana in corpore sano. Gli antichi romani, nostri progenitori, volevano sottolineare come una mente “in forma” potesse risiedere solo in un corpo altrettanto “in forma” e come, di conseguenza, la cura del corpo fosse importante quanto quella della mente (dello spirito?), forse anche di più. Quindi fare ginnastica, movimento, sport. Anche oggi molti sottoscrivono questa frase indicandola come una perla di saggezza, e forse un fondo di verità c’è. Però è anche vero che abbiamo moltissimi esempi di menti eccezionali in corpi disabili. E’ anche vero che il degrado del corpo coincide, molto spesso, con il degrado delle facoltà mentali. Probabilmente non è così nel caso di Rita Levi Montalcini, per cui la frase che stiamo esaminando potrebbe celare un certo orgoglio personale per la propria capacità di ragionamento. Lo slogan Io sono la mente, il corpo faccia quello che vuole è in contrasto con il detto latino mens sana in corpore sano, oppure i due concetti possono trovare un qualcosa che li unisce? Direi giusta la prima, ma sono aperto ad eventuali risposte diverse (qualcuno che voglia tirare in ballo l’unità degli opposti?).

Da una parte abbiamo infatti un punto di vista che considera l’essere umano per ciò che pensa, mentre dall’altra un punto di vista diverso per cui l’uomo è ciò che è, ciò che si vede, in buona sostanza ciò che mangia. E subito mi è tornato in mente l’interrogativo filosofico che ricordo sin dai tempi del liceo: l’uomo è ciò che pensa o ciò che mangia? Questo angoscioso interrogativo concentra secoli di pensiero filosofico, religioso, scientifico. Da una parte il pensiero, dall’altra la materia. Da una parte la spiritualità, la religione, il verbo, il logos; dall’altra il materialismo, l’ateismo, San Tommaso che crede solo a ciò che vede, Galileo che guarda attraverso le lenti scoprendo verità scomode e le autorità religiose che lo rimproverano perché le lenti mentono, sono strumento del diavolo: ecco perché attraverso loro il mondo si vede rovesciato. Da una parte la scienza, dall’altra l’esoterismo. E via discorrendo, si potrebbe continuare all’infinito.

La frase l’uomo è ciò che mangia è attribuibile a Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco, materialista e critico della religione: Siamo situati all’interno della natura; e dovrebbe essere posto fuori di essa il nostro inizio, la nostra origine? Viviamo nella natura, con la natura, della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati da essa? Quale contraddizione!

Bene, è tutto qua. Chiudo dicendo che è bastata una rapida ricerca su Google per trovare la spiegazione definitiva di tutto
L’uomo è ciò che pensa, e pensa come mangia
Ma anche, direi io, mangia ciò che pensa di voler mangiare.
Il bello di Internet è anche questo, ci si confronta con Levi Rita Montalcini e con Ludwig Feuerbach come niente fosse…

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