VERSO IL FUTURO DI BACO IN BACO: SPERIAMO IN JOHN TITOR

Posted on 13 marzo 2010. Filed under: informatica, internet | Tag:, , , , , , , , , , |

Cos’è che rende l’informatica così affascinante, almeno agli occhi di un appassionato come me? Uno che sì, insomma, da puro autodidatta ha imparato un sacco di cose, ma che nella real life si occupa di tutt’altro e che non è certo né un professionista né un hacker? Me lo sono chiesto un sacco di volte, e la risposta è che nulla come l’informatica avvicina l’uomo a Dio (o al concetto di Dio, per chi non ci crede). In quale altro campo un programmatore oppure una equipe di programmatori potrebbe creare una macchina che, dopo la creazione, è per esempio in grado di battere a scacchi gli stessi che l’hanno creata (programmata)?  Nessun altro oggetto è così convincente come dotato di una propria autonomia quanto un PC, al punto che lo si considera un affascinante ed efficiente amico quando va tutto bene, ed un mostruoso odioso nemico quando qualcosa non funziona o non si è capaci di padroneggiare qualche suo capriccio. Non ci si comporta così di fronte al guasto di un frigorifero e nemmeno del televisore. Per quanto primitiva, nel PC c’è una forma di intelligenza artificiale, non molto “sottile” ma estremamente veloce e (quasi) infallibile.

Quasi.

Infatti proprio gli “imprevedibili” sviluppi degli algoritmi fanno sì che in certi frangenti i nostri inossidabili amici si comportino in modo del tutto inaspettato: sono i cosiddetti bugs o, per dirla in italiano, “bachi” della programmazione, che non si è riusciti a prevedere al momento di scrivere il software e che invece saltano fuori all’improvviso, quando meno te l’aspetti. Il più famoso è quello noto con il nome di baco del millennio: tutti ricorderanno le previsioni catastrofiche relative all’avvento dell’anno 2000. Poiché un tempo la memoria di cui disponevano le macchine era molto limitata rispetto ad oggi, i programmatori per risparmiare spazio avevano scritto programmi in cui nella data l’anno era memorizzato solo con le due cifre finali, per esempio 97 invece di 1997, con il risultato che, superato il 1999, l’anno successivo ritornava ad essere 00. Peccato che, per i computer, 00 significasse non 2000 ma 1900: un salto all’indietro di un secolo. Problema considerato talmente grave che, per esempio, tutte le polizze assicurative stipulate da una certa data in poi contenevano una clausola che escludeva dalla copertura tutti i danni o i malfunzionamenti che si sarebbero potuti verificare a causa di ciò. Poi sappiamo tutti come è andata: nulla di veramente grave è successo, ma il culetto si è strizzato ad un sacco di gente.

Anche nel 2010 si è verificato un bachetto: tutte le PlayStation 3 della Sony hanno smesso di funzionare il 1° marzo del 2010. La Sony (a fatto ormai avvenuto) ha dovuto suggerire a tutti gli utenti di non accendere la Playstation finché il problema non fosse stato risolto. Non potevano pensarci prima e prevenire?

Il prossimo grave baco di cui si vocifera è quello del 19 gennaio 2038. Dopo la mezzanotte del giorno prima, infatti, tutti i computer con sistema operativo Unix (e sono uno scatafascio) non saranno in grado di memorizzare la nuova data. Sarà la catastrofe? Niente paura: dal futuro, e precisamente dal 2036, il soldato John Titor è tornato indietro nel tempo per recuperare un esemplare funzionante di un vecchio PC IBM 5100 che è  (era) in grado di operare con due differenti linguaggi macchina e verrà usato, nel futuro, per tradurre i vecchi software. Stupidaggine?

Probabilmente (anzi, diciamo pure sicuramente) la storia di John Titor non è altro che una bufala, ovvero una invenzione, che sfrutta internet come cassa di risonanza per una storia da sfruttare a fini commerciali qualora se ne voglia trarre un film, vendere un libro, eccetera. Il sedicente soldato proveniente dal futuro è apparso intorno all’anno 2000 su un forum americano, destando enorme scalpore. Alcune sue previsoni si sono rivelate azzeccate, alcune capacità segrete dell’IBM 5100 si sono rivelate veritiere nonostante siano state sempre tenute nascoste dalla stessa IBM; altre previsioni si sono invece dimostrate infondate, ma a tutto c’è una spiegazione: il futuro è fatto di linee di sviluppo parallele, John Titor tornando indietro ha modificato sia pure di poco il corso degli eventi e l’umanità potrebbe evitare alcune sciagure da lui previste, tra cui una disastrosa terza guerra mondiale. Finché un bel giorno John Titor ha scritto che doveva ritornare nel futuro, e non ha mandato più messaggi. Ha affermato di essere nato nel 1998 e di essersi visto bambino, ma chi l’ha cercato non l’ha trovato… E’ stata trovata invece una società che detiene i diritti sulla vicenda, che sembrerebbe fondata dalla madre di John Titor, ma si riesce a risalire solo ad un avvocato…

Qui sotto c’è la prima parte (in tutto sono sei) dello special su John Titor realizzato dalla trasmissione RAI Voyager. Su YouTube è facile trovare le altre 5 parti.

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