GOOGLE IN ITALIA: DALLA POLVERE AGLI ALTARI

Posted on 11 marzo 2010. Filed under: internet | Tag:, , , , , , |

Oppure, se preferite, dalla stalla alle stelle. I destini della grande G nel nostro paese sembrano destinati, in bene o in male, ad essere fuori dalla norma. Nei giorni scorsi ho avuto modo di considerare i pericoli derivanti dalla sentenza che ha condannato tre dirigenti di Google per la pubblicazione, su YouTube, di un video in cui alcuni giovani ed immaturi scagnozzi prendevano a ceffoni un compagno di scuola down.

Adesso invece ecco la notizia più importante di oggi, che avrebbe meritato maggiore visibilità nei siti di notizie se lo spazio disponibile non fosse stato tutto occupato dalla rissa politica e dal “caos liste”:  il governo italiano, nella persona del ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, ha stipulato uno storico accordo con Google per la digitalizzazione di opere letterarie, presenti nelle antiche e prestigiose biblioteche di Roma e Firenze. Un accordo veramente storico, il primo concluso con un governo, e per una volta tanto mi sento di plaudire a questa iniziativa. Da tempo Google ha messo gli occhi sul patrimonio letterario dell’umanità e l’accordo stipulato prevede che “G” si accolli tutti i costi per la digitalizzazione; in più donerà alle biblioteche una copia digitale di ogni volume, copia che potrà essere liberamente utilizzata per qualunque scopo, come si addice ad opere storiche ormai prive di diritti d’autore.

Questo accordo mi piace per un sacco di motivi: renderà disponibile all’umanità un patrimonio di cultura e di idee che rischiava di rimanere sepolto tra gli scaffali delle biblioteche, ad ammuffire. Consentirà la (ri)scoperta di molti autori minori che non hanno avuto la fortuna di essere replicati ad libitum sulle antologie scolastiche. E infine, vedo realizzato il mio sogno di una illimitata e libera circolazione dell’arte, dell’ingegno, del sapere e della cultura, che stride con la bieca politica commerciale dei giorni nostri tesa a colpevolizzare chi condivide una canzonetta demenziale di Britney Spears. Anche la nostra lingua ed il nostro prestigio ne trarranno grande vantaggio.

Qui un link alla notizia su Punto Informatico.

Qui invece su PC WORLD.

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