SOTTO IL BURKINI, NIENTE!

Posted on 8 marzo 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , , , , |

Diciamo la verità, il burkini fa un po’ senso ed un po’ pena. Abituati come siamo, in occidente, a vedere le donne sempre un po’ seminude, infarciti come siamo di sano naturismo per cui una giornata al mare è anche un modo di stare vicino alla natura con pochi o niente vestiti addosso, abituati come siamo a considerare bello un corpo abbronzato (ed in forma…), l’idea di avere per vicina di ombrellone una donna coperta da cima a fondo con un abito – perché chiamarlo costume sarebbe troppo – che assomiglia ad una tuta da subacqueo non può non lasciarci perplessi. Magari dall’altra parte abbiamo una disinvolta bagnante in topless… Che gusto può esserci a fare il bagno con tutta quella stoffa addosso? Io, poi, che sento caldo al solo pensiero di starmene sotto il sole con il classico costume copri-vergogne, non potrei fare a meno di provare pena per la terribile tortura cui le povere donne musulmane sarebbero costrette da un senso del pudore terribilmente antiquato. Premesso questo, non posso fare a meno anche di sottolineare che, se non c’è costrizione ma si tratta di una libera scelta, ognuno è libero di vestirsi come gli pare. Gli uomini possono vestirsi da donna  e viceversa senza violare alcuna legge; l’unico obbligo, per motivi legati all’antiterrorismo, è quello di andare il giro con il volto scoperto, e sotto questo profilo mi sembra che il burkini sia ok, almeno a giudicare dalle foto che ho trovato su internet. Per cui, care muslim, se vi piace stare in spiaggia in pigiama fate pure, nientre in contrario! Non è dello stesso parere l’ennesimo sindaco leghista che assurge alle cronache per provvedimenti del tutto fuori luogo e, secondo me, anche illegittimi.

La notizia è questa: il sindaco di Varallo, provincia di Vercelli, ha vietato con un’ordinanza l’uso del burkini in riva ai fiumi ed ai torrenti, o in piscina, pena la multa di 500 euro per ogni trasgressore. Le motivazioni?  Prima di tutto, la volontà di dichiararsi intollerante ed irrispettoso nei confronti delle usanze “diverse dalle nostre”. Inoltre, il sindaco leghista Gianluca Buonanno si inventa una sorta di diritto di reciprocità a rovescio: che fine farebbe una donna occidenntale in bikini su una spiaggia musulmana?, si chiede meditabondo il nostro amministratore-filosofo. E siccome con tutta probabilità alla nostra ipotetica donna occidentale non sarebbe concesso di spogliarsi, lui vuole proibire alle donne musulmane di vestirsi. Così siamo pari, o quasi. Infine, la motivazione più alta: la visione di una donna mascherata (sic) potrebbe causare turbamento, soprattutto nei più piccoli. Affermazione onestamente difficile da smentire: tutti sappiamo come il carnevale sia una manifestazione riservata, per gli stessi motivi, ad un pubblico adulto e maturo, proprio come i film porno, e sappiamo tutti anche che in coincidenza del carnevale molti bambini rimangono fortemente turbati dal vedere le maschere in giro, talmente turbati da provare l’assurda voglia di mascherarsi anche loro, comprare coriandoli, lanciare stelle filanti, correre ad acciuffare le caramelle ed i dolciumi lanciati dai carri folcloristici. Pensiamo a quali terribili onde negative verrebbero sottoposti, i nostri piccoli occidentali che scaricano tonnellate di film porno da internet, alla visione di una donna vestita in riva ad un fiume oppure in piscina: roba da far accapponare la pelle. E quei poveri genitori impreparati, che non saprebbero come spiegare che sono persone che si comportano diversamente perché le loro abitudini ed il loro credo religioso è differente… un vero dramma. Infine, forse perché in un barlume di lucidità consapevole delle castronerie dette, il nostro pittoresco sindaco cita anche il problema dell’igiene: già, perché uno nudo che non si fa la doccia, poniamo, da un mese è più pulito di una vestita che si lava tutti i giorni… ma per piacere!, come direbbero a Striscia.

Ribadisco la mia assoluta preferenza per il corpo femminile nudo, o seminudo, ma davvero non trovo alcuna giustificazione per questa ordinanza che è tutta sbagliata e va nella direzione sbagliata, non favorisce l’integrazione, non risolve alcun problema ma ne crea altri, e secondo me non rispetta neanche i valori della costituzione perché non sta scritto da nessuna parte che in un luogo pubblico non si possa stare vestiti anziché in costume o, per meglio dire, con un costume diverso da quello cui siamo abituati. Potrei capire in piscina, dove c’è meno ricambio d’acqua ed in presenza di un regolamento che impone un certo tipo di abbigliamento: ma anche lì, probabilmente, sarebbe un regolamento da cambiare.

Tuttavia, burkini o no, anche altrove la pruderie musulmana sta creando qualche problema. Nella mitica Svezia, nelle piscine come al mare, il topless era diffusissimo. Ora che sono arrivati gli stranieri, la vista di così tanti seni nudi è diventata una questione di ordine pubblico. E così molte svedesi rinunciano al topless, che rimane libero, al punto che è nata una organizzazione femminista che ne rivendica il carattere libertario: nome assolutamente creativo, si fa per dire, Seno nudo.

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