FIAT: LA VENDETTA DI TONY

Posted on 19 gennaio 2010. Filed under: economia, società | Tag:, , , , , , |

FIAT è un acronimo che sta per Fabbrica Italiana Automobili Torino, questo lo sanno tutti. Non tutti forse sanno che gli americani avevano creato un altro acronimo: Fix It Again Tony, ovvero: riparala ancora Antonio, lasciando intendere che le FIAT si guastavano spesso e che quindi valevano poco. Per contro io ricordo che negli anni della mia fanciullezza, i macchinoni americani erano considerati dei “polmoni”: grossi, lenti, e che consumavano un sacco, impossibili da parcheggiare, inutili nei nostri centri storici, mentre le italiane erano snelle, scattanti, veloci. Ecco che il quadro è completo: da una parte abbiamo la presunzione americana di considerare giocattolo (e quindi di poco valore) qualsiasi automobile che non somigliasse ad una barca oppure ad un carro armato; dall’altra il nostro provincialismo nutrito dal costo assurdo dei carburanti e dalla ignoranza di tutto ciò che avesse a che fare con la parola confort: silenzio a bordo, cambio automatico, aria condizionata, telefono, alzacristalli elettrici…
Poi la Storia (quella con la S maiuscola) fa sì che le culture si mischino: le auto europee sono aumentate progressivamente di cilindrata, almeno quelle di alta gamma, gli accessori che migliorano la qualità della vita a bordo si sono ormai diffusi dappertutto, il costo dei carburanti è salito anche per gli americani che hanno cominciato a guardare con interesse, anche per motivi legati all’inquinamento, alle cilindrate più piccole. E poi ci si sono messi di mezzo prima i giapponesi, a vendere un sacco di macchine, ed ora anche i coreani e tra poco i cinesi e gli indiani. Cosa chiedere, infine, al motore a scoppio? In futuro sono prevedibili piccoli miglioramenti, ma è una tecnologia ormai sul viale del tramonto (secondo me).
Ecco che allora il meccanico Tony, che possiamo immaginare con tratti somatici italoamericani, si è preso la sua rivincita: la FIAT si è comprata la yankee-che-più-yankee-non-si può Chrysler, proprietaria del mitico marchio Jeep, e lo ha fatto convincendo il Presidente Obama – si dice – che i propri motori “Multi-Air” saranno l’arma vincente.
Recentemente al salone di Detroit è stata presentata agli americani la Cinquecento… l’automobilina per eccellenza, quella che ha motorizzato l’Italia, sta a vedere che finirà col motorizzare una nuova generazione di americani. Sono convinto che da tutto ciò si potrebbe trarre una morale, ma francamente non me ne viene in mente nessuna, se non che la Storia non concede vittorie né rivincite, ma va per la sua strada. Asfaltata.

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