DIO SI E’ FERMATO A ROSARNO (OVVERO: DALLA PADELLA ALLA BRACE) – PERO’…

Posted on 10 gennaio 2010. Filed under: politica, società | Tag:, , , , , |

Qualche immigrato clandestino, trovatosi a lavorare come un bue ed a spezzarsi la schiena per un tozzo di pane, trovatosi a dormire in luoghi fatiscenti ed in condizioni igieniche a dir poco insalubri, deve essersi reso conto all’improvviso che quando si nasce sfigati sotto certe latitudini o sei bravo a pallone, oppure l’Europa (l’Italia nella fattispecie) non è tutto questo granché, anzi è un inferno. E’ scoppiata così l’ennesima guerra tra poveri, tra chi aspira ad un minimo di dignità (e se la vede negata) e chi invece non vuole perdere neanche quel poco che ha. Le guerre tra poveri sono le più brutte e servono per far divertire i ricchi e servono anche alla criminalità organizzata per fare proseliti, così come alle organizzazioni terroristiche. E’ vero tutto: che lo Stato fin lì non è mai arrivato (arriva ora, in ritardo come i treni), e che serve una disciplina migliore dell’immigrazione, una disciplina equilibrata che non parta dai presupposti pseudo-razzisti della lega (fuori tutti, ognuno a casa sua) ma neanche dai presupposti finto-buonisti dei cattocomunisti (vogliamoci bene, paisà). Ci vorrebbe una legge che non nascesse già sbagliata perché si vuole ottenere un risultato, ma una legge adeguata a disciplinare il fenomeno, che non può essere in alcun modo non dico eliminato, ma neanche arginato. Vorrei una legge che partisse da un dato di fatto e predisponesse le cose al meglio, nell’interesse comune, nel segno del buonsenso, nella tradizione liberale (ma mi sta bene anche socialdemocratica) europea ma anche nel rigore dello stato di diritto. Di più non so…

Invece quelli bravi a pallone, strapagati e trattati come Dei, tornano nel loro continente per partecipare alla Coppa d’Africa, e rischiano la vita sul pullman preso a mitragliate da un gruppo terroristico. E’ successo alla nazionale del Togo con a bordo Adebajor, attaccante che gioca nella Premier League inglese, che ha raccontato di aver provato una mezz’ora di paura mentre le pallottole gli fischiavano sopra la testa e lui si era acquattato tra i bagagli per proteggersi. Non sono stati altrettanto fortunati l’autista, che è morto insieme ad altre due persone. Risultato: il Togo si ritira dalla Coppa (c’è bisogno di spiegarne le motivazioni?), il torneo precipita nel caos più assoluto, altri calciatori africani che giocano in Europa e quindi sono ricchi e famosi vogliono andarsene: Etoh, Drogba, ma anche altri non così conosciuti.

Quindi, ecco a Voi immigrati che non sanno giocare a pallone e si trovano in Europa così male da organizzare una rivolta, ed ecco a Voi altri immigrati bravi a pallone che si trovano così bene da voler subito tornare indietro. Tra questi due estremi forse c’è una mezza misura fatta di operai, medici, ingegneri,impiegati, una via di mezzo che è la norma e che c’è di sicuro, ma nessuno ne parla. Ecco, i politici dovrebbero occuparsi di loro e non solo dei casi più estremi e solo quando sono sulle prime pagine dei giornali per gravi fatti di cronaca.

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