BALOTELLI: IL RAZZISMO NON C’ENTRA (IMHO)

Posted on 28 novembre 2009. Filed under: sport | Tag:, , |

Mario Balotelli

Mario Balotelli

Balotelli è un giocatore fortissimo, una vera speranza per il nostro calcio, ma è anche un giocatore che non si sa gestire. Se tutte le energie che dispendia per essere “contro” (contro gli avversari, contro gli arbitri, contro il mondo intero) le impiegasse un po’ di più a favore della sua immagine, se riuscisse a controllarsi meglio, forse sarebbe meno personaggio, ma sicuramente sarebbe un calciatore migliore in grado di esprimersi al top delle proprie potenzialità, che sono notevoli. Invece assume atteggiamenti indisponenti e, da che mondo è mondo, i “personaggi” dotati di grande visibilità mediatica sono oggetto, negli stadi, di cori ed insulti. Cretinate, offese gratuite e spesso pesanti, volgari: atteggiamenti che con lo sport ed il tifo vero, quello a favore della propria squadra e non contro gli altri, non hanno nulla a che vedere. Balotelli è contro, i tifosi lo ripagano con la stessa moneta gridandogli slogan insulsi contro, la stupidità regna sovrana ma, per favore, non parliamo di razzismo. Nel caso di Balotelli, secondo me, il razzismo non c’entra, altrimenti arriviamo all’assurdo di un razzismo al contrario: per esempio che all’arbitro si possa gridare “cornuto!” solo se è bianco, mentre se è nero no, sarebbe razzismo. ROTFL!

Contro Balotelli non vedo il razzismo ma solamente il solito becero “tifo” di merda che purtroppo spesso, troppo spesso, aleggia sopra gli stadi italiani. Trovo giusto, ci mancherebbe, troncare sul nascere ogni forma di coro razzista, condivido i regolamenti esistenti che consentono, nell’eventualità, di sospendere ed interrompere la partita, ma vorrei che il cervello stesse sempre al solito posto ed in funzione. I cori contro Balotelli, per quanto sgradevoli, censurabili, sintomo di imbecillità, non sono cori razzisti ma sono rivolti a lui, come persona, indipendentemente dal colore della pelle.

A Balotelli, che mi sta simpatico anche se è un giocatore dell’Inter… io suggerisco questo: di fare un passo indietro come personaggio, di avere in campo atteggiamenti più umili, di tendere qualche volta la mano agli avversari, e di fare invece un passo avanti sul piano del gioco, della qualità, della sportività, dell’impegno. Potenzialmente è un giocatore fortissimo, psicologicamente deve maturare. Non ha bisogno di nessuno, neanche dei difensori antirazzisti dell’ultima ora, ma solo di se stesso. Deve pensare a giocare e ad essere forte, perché lo è. Meno personaggio, più campione. Se giocherà bene, i cori verranno ricacciati nelle gole oscene e gli applausi, così come i riconoscimenti, non tarderanno a venire.

Vediamo se Supermario (come lo chiamano i suoi fan) sarà in grado di compiere questo salto di qualità, sportivo ed agonistico, ma anche e soprattutto di personalità.

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