MAC OSX LION SE NE FREGA DEL FILE HOSTS? ECCO LA SOLUZIONE

Pubblicato il 11 gennaio 2012. Filed under: economia, politica, società, Uncategorized | Etichette: , , |

Un bel po’ di gente, dopo l’aggiornamento a Lion effettuato on line, almeno così sembrerebbe leggendo i post nei forum e nei blog informatici, si è trovata a far fronte ad un problema misterioso: il sistema operativo prima di connettersi ad un indirizzo IP non consulta il file hosts, che nei sistemi Mac si trova nella cartella nascosta

 /private/etc/

Come è noto, il file hosts è (anche nei sistemi Windows) un semplice file di testo che, opportunamente compilato, può indirizzare il nostro computer verso un indirizzo IP senza necessità di transitare per un server DNS, oppure può impedire che venga risolto un determinato indirizzo assegnando alla URL l’indirizzo 127.0.0.1. A complicare le cose, c’è il fatto che sotto Lion editare il file Hosts è un po’ più complicato. Lo possiamo fare digitando su terminale

sudo nano /private/etc/hosts

ma l’editor nano non è così comodo da usare ed amichevole come il buon vecchio Text Editor. Dopo aver a lungo cercato su internet una soluzione, ecco come ho risolto il problema del file Hosts non funzionante usando nel contempo il Text Editor.

Il motivo per cui Hosts ad un certo punto venga ignorato dal sistema e regolarmente bypassato, non è stato scoperto con certezza. In base alla mia esperienza, è come se il file fosse corrotto e ritenuto non valido, per qualche oscuro motivo, da Lion. La cosa più conveniente è eliminare il vecchio file e ricrearne uno nuovo, rispettando qualche piccolo accorgimento. Il nuovo file funzionerà. Ecco come procedere.

Innanzitutto, è necessario lavorare con un account da amministratore, altrimenti certe operazioni saranno impossibili anche immettendo la password.

Digitiamo poi su terminale il seguente comando per rendere visibili i file nascosti:

defaults write com.apple.finder AppleShowAllFiles -boolean true;killall Finder

(potete fare copia-incolla). Il tutto potrebbe funzionare anche senza questo passaggio, ma io consiglio di farlo comunque, perché la buona riuscita è più sicura. Apriamo poi la cartella /etc per visualizzare il file Hosts. Il modo migliore per farlo è, tramite Finder, azionare il menù Vai e selezionare la voce Cartella… All’interno della finestra tipo input che compare, digitiamo il percorso /private/etc/. Individuato il file Hosts, clicchiamoci sopra col tasto destro (avete attivato il tasto destro del mouse, vero?) ed apriamolo con Text Editor. Vi accorgerete subito che il file Hosts non è modificabile, per cui il sistema ci chiederà se vogliamo lavorare su una copia. Diamo l’OK che viene richiesto e lavoriamo sulla copia che istantaneamente verrà creata. Cancelliamo senza pietà tutto il contenuto e riscriviamo da capo, con la santa pazienza, senza effettuare operazioni di copia-incolla, le righe standard che devono obbligatoriamente essere presenti:

##
# Host Database
#
# localhost is used to configure the loopback interface
# when the system is booting. Do not change this entry.
##
127.0.0.1 localhost
255.255.255.255 broadcasthost
::1 localhost
fe80::1%lo0 localhost

Ad essere sinceri le righe che iniziano con il cancelletto # si dovrebbero poter omettere, perché ignorate, però Lion è talmente schizzinoso e ci mette talmente poco a considerare corrotto un file Hosts, che io suggerisco di inserirle esattamente così come mamma Apple le ha fatte.

Dopo l’ultima riga possiamo inserire ciò che ci necessita per personalizzare il nostro Hosts. Giusto per fare un esempio, se vogliamo rendere irraggiungibile il sito www.nonvoglioquestosito.com aggiungeremo la riga

127.0.0.1   www.nonvoglioquestosito.com

avendo l’accortezza, al termine di ogni riga, di inserire un “a capo” (tasto invio). Dopo l’ultima riga, premiamo invio due volte in modo che l’ultima riga sia una riga bianca. Non è sicuro, ma sembra che Lion gradisca queste attenzioni. Da evitare invece le entrate multiple sulla stessa riga: non scrivere

33.120.56.78 eccoqui.com eccoqua.it

ma scrivere invece

33.120.56.78 eccoqui.com
33.120.56.78 eccoqua.it

A questo punto salviamo, per esempio, la nostra copia di Hosts sulla scrivania chiamandola proprio Hosts, deselezionando l’opzione per l’inserimento automatico dell’estensione txt: in altri termini, la nostra copia sulla scrivania dovrà chiamarsi semplicemente Hosts e non Hosts.txt.

Andiamo poi sulla copia originale presente nella cartella /etc, clicchiamoci sopra con il tasto destro e cambiamogli nome (per esempio, old hosts in modo da poterla facilmente riconoscere qualora dovesse servirci). Fatto ciò, trasciniamo nella cartella il file Hosts che abbiamo salvato in precedenza sulla scrivania. Sia per rinominare, sia per spostare, vi verrà richiesta la password di amministratore.

Fatto! A questo punto abbiamo inserito al suo posto il nostro file Hosts e, ciò che più conta, dovrebbe funzionare! Possiamo fare una prova con un ping ad una url indirizzata a 127.0.0.1. Per esempio, digitando a terminale il comando

ping www.nonvoglioquestosito.com

dovrebbero esserci restituiti i risultati all’indirizzo IP 127.0.0.1 con i ping regolarmente andati a buon fine, come se il sito fosse esistente sul serio. Altrimenti, vuol dire che qualcosa è andato storto.

Alla fine, rimettiamo ogni cosa al suo posto rendendo nuovamente invisibili i file, digitando a terminale il comando

defaults delete com.apple.finder AppleShowAllFiles;killall Finder

E’ tutto. Nel mio caso ha funzionato, dopo innumerevoli (e purtroppo inutili) tentativi di tutti i tipi e dopo aver letto moltissimi articoli sull’argomento.

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